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Monologhi per un’attrice

Il ruolo è scritto al femminile: è l’unica cosa che questa selezione garantisce. Non un registro, non un’età, non un colore. Ci trovi una regina che abdica, una donna che sente dei passi nel corridoio, un’ospite che improvvisa un discorso di nozze.

Ogni testo dichiara l’età del personaggio e cosa chiede tecnicamente, perché «ruolo femminile» non basta mai per scegliere. Un monologo da senior e uno da giovane adulta non si lavorano affatto allo stesso modo.

Se cerchi un testo che nessuno abbia ancora sentito a un provino, sei nel posto giusto: sono originali, scritti per Acto, e non esistono da nessun’altra parte.

I 12 testi in un PDF

In questa selezione

12 testi su 25

Lo specchio

  • Fantastico
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Un bagno, di notte. Evita di guardare lo specchio di fronte.)

MOI

È cominciato martedì. Un gesto della mano, e nello specchio, la mano che segue. Un attimo troppo tardi. Mezzo secondo. Il genere di dettaglio che ci metti tre giorni ad ammettere.

Allora ho fatto dei test. Come gli scienziati. Alzare il braccio. Sorridere. Spegnere la luce e riaccenderla in fretta.

All’inizio il ritardo mi aspettava con educazione. Adesso… adesso capita che lei abbia finito di sorridere prima di me.

Stamattina mi sono avvicinata senza muovermi. Lei si è sistemata una ciocca dietro l’orecchio. Io no. Io avevo i capelli legati.

(Si volta lentamente verso lo specchio.)

MOI

So cosa mi diranno. La stanchezza. Il lutto. « Il cervello inventa ciò che manca. » Può darsi.

Ma allora spiegatemi perché, da lunedì, quando piango… lei sembra sollevata.

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La chiamata

  • Thriller
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Un appartamento, di sera. Parla piano, il telefono all’orecchio.)

MOI

No, ascoltami. Sono rientrata e la porta era chiusa. A doppia mandata. È questo il problema.

Perché io non chiudo mai a doppia mandata. Mai. Non è un gesto che mi appartiene.

Ci sono due tazze sullo scolapiatti. Pulite. Sai cosa vogliono dire due tazze pulite, a casa di qualcuno che vive solo?

Non dirmi di uscire. Se esco adesso, non lo saprò mai. Apro solo la camera.

(Posa la mano sulla maniglia. Si ferma.)

MOI

…Il cappotto grigio. Sulla sedia. Credevo di averlo perso un anno fa. È piegato. Io non piego mai niente.

Non l’ha restituito. È venuto a rimetterlo a posto.

Resta in linea. Qualunque cosa tu senta… resta in linea.

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La segreteria

  • Commedia romantica
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Giovane adulto
  • Principiante

(Un telefono all’orecchio. Parla veloce, sempre più veloce.)

MOI

Ciao, sono io. Cioè, « io »: riconoscerai la mia voce, spero, altrimenti questo messaggio è imbarazzantissimo. Insomma.

Volevo chiederti se… un giorno… tipo presto… o no, nessuna pressione… ti andrebbe di bere qualcosa. Un caffè. O non un caffè. Quello che bevi tu.

Mi rendo conto che non so cosa bevi. Forse è questo il vero problema. Servirebbe un primo appuntamento solo per quello.

(Una pausa. Chiude gli occhi.)

MOI

Bene. Per cancellare questo messaggio, prema cancelletto. …Dov’è il cancelletto. DOV’È IL…

(Bip. Troppo tardi.)

MOI

Ecco. Almeno adesso è deciso al posto mio.

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Il questionario

  • Satira
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Una sala d’attesa. Con un tablet in mano, legge ad alta voce.)

MOI

« Su una scala da 1 a 10, consiglierebbe il nostro pronto soccorso a una persona cara? » …Non si sceglie il pronto soccorso come un ristorante. « Dai, conosco un posto. »

« Il tempo di attesa ha soddisfatto le sue aspettative? » Le mie aspettative? Aspettavo da sei ore. Alla fine sì: le ha pure superate.

« Il nostro personale sorrideva? » Il chirurgo? Non lo so. Spero guardasse qualcosa oltre al suo buonumore.

« Uno spazio è riservato ai suoi commenti. » Ah. Finalmente un umano.

Scrivo: « Grazie per avermi salvata. Peccato doverlo votare come una pizza. »

(Un bip. Il tablet mostra: « La tua opinione conta! Ancora tre domande. »)

MOI

…« Conta. » L’unica parola vera di tutto il modulo.

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Ciò che resta

  • Dramma
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Lei mette le sue cose in una borsa, senza fretta.)

MOI

Non dire niente. Ti prego. Non adesso, non con quella voce.

Ho passato anni a tradurre i tuoi silenzi. Sono stanca di aver sempre ragione troppo tardi.

Credi che me ne vada con rabbia. No. La rabbia, lei, voleva restare.

Ciò che se ne va stasera è la speranza. E la speranza non sbatte mai la porta; si spegne.

(Si ferma sulla soglia.)

MOI

Abbi cura di te. È l’ultima cosa tenera che ti devo.

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La dieta

  • Commedia
  • Monologo
  • 1 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Principiante

(Di fronte al pubblico, una fetta di torta, no, tutta la torta, davanti a lei.)

MOI

La dieta comincia domani. « Domani » è importante. Domani è un giorno scientificamente più forte di me.

Quindi stasera questa torta è un addio. Un addio non si butta. Sarebbe maleducato.

E poi una torta iniziata va a male. Tanto vale finirla tutta: è ecologia.

(Prende una seconda fetta. Poi una terza.)

MOI

Adesso, tecnicamente, sto facendo spazio nel frigo. Sto riordinando. Sono una persona ordinata.

Domani. Domani sarò una persona nuova. E quella persona merita di cominciare senza torta in giro.

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La fotografia

  • Fantastico
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Una foto incorniciata in mano. La guarda come si guarda un sospettato.)

MOI

In questa foto siamo tre. Io, mia sorella e nostra madre. Scattata l’estate dei miei dieci anni.

Solo che l’altro ieri eravamo quattro. C’era un uomo, a destra, la mano sulla mia spalla. Non l’ho mai conosciuto, ma era lì, nella foto. Da sempre.

Ieri non aveva più volto. Una sfocatura, al suo posto. Come quando cancelli col dito su un vetro.

(Avvicina la foto alla luce.)

MOI

Oggi è sparito. E mia sorella… mia sorella ha fatto un passo di lato. Guarda verso il punto dov’era lui. Sorride a qualcuno che non c’è più.

La foto non dimentica le persone. Le toglie una a una. E ogni volta, qualcuno smette di ricordarmi qualcosa.

Domani guarderò chi resta. Ho paura di esserci ancora da sola.

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Il messaggio vocale

  • Thriller
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Sola, un telefono in mano. Lo schermo indica: « 1 nuovo messaggio ».)

MOI

Un messaggio. Di lui. Ricevuto stamattina, 6:12.

Solo che… il funerale era martedì. C’ero. Ho tenuto la corda della bara.

(Preme. Una voce familiare, lontana, riempie la stanza.)

MOI

« Non credere a ciò che ti hanno detto. Guarda nella fodera del cappotto blu. » …La sua voce. Le sue parole. Solo lui mi chiamava « la coraggiosa ».

Il cappotto blu l’ho dato via. Ieri. A un’associazione. Ho firmato una ricevuta.

(Il telefono vibra ancora. « 2 nuovi messaggi ».)

MOI

Due, adesso. …Da quando i morti richiamano se non rispondi?

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Il brindisi

  • Commedia romantica
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Giovane adulto
  • Principiante

(Un bicchiere in mano, in piedi a un matrimonio. Legge un biglietto, poi lo posa.)

MOI

Allora. Dovevo fare un discorso sugli sposi. Ho aneddoti. Molto divertenti. Su di loro.

Ma c’è qualcuno, al tavolo tre, che mi guarda dall’inizio del pranzo come se fossi l’unica persona nella sala. E questo manda completamente all’aria il mio piano.

(Un silenzio imbarazzato nella sala. Continua, più piano.)

MOI

Quindi, agli sposi: siate felici, ve lo meritate. E alla persona del tavolo tre: finisco questo bicchiere, e vengo a sedermi. A quanto pare abbiamo molto da dirci.

(Alza il bicchiere.)

MOI

All’amore. Il loro. E, se il coraggio regge fino al dolce, forse un po’ al nostro.

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L’autenticità

  • Satira
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Giovane adulto
  • Intermedio

(Davanti a una telecamera invisibile, un sorriso calibrato. Un anello luminoso la illumina.)

MOI

Ciao a tutti! Allora oggi, video super spontaneo, non preparato, solo io, la vita vera.

(Controlla l’angolazione, sposta una tazza esattamente al centro dell’inquadratura.)

MOI

Mi sveglio così, senza filtro… cioè, il filtro « alba naturale », ma è quasi uguale.

E davvero, il mio segreto è l’autenticità. Me lo chiedono sempre: « Come fai a essere così vera? »

Risposta: non calcolo niente.

(A parte, a un assistente.)

MOI

Rifacciamo, ho detto « niente » troppo in fretta, sembrava calcolato.

Ecco, quindi non calcolo niente. Ricordatevi di iscrivervi per altri momenti non preparati come questo, ogni martedì, alle 18 in punto.

(Stacca. Anche il sorriso.)

MOI

Bene. La spontaneità di domani, la giriamo adesso? Ho la luce.

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La regina

  • Dramma
  • Monologo
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Avanzato

(Una sala del trono, vuota. Una donna resta in piedi, sola.)

MOI

Se ne sono andati come si lascia una stanza dove la lampada è appena morta. Senza rumore. Senza uno sguardo per la lampada.

Ho regnato vent’anni. Vent’anni a decidere chi mangiava, chi aspettava, chi viveva.

E stamattina, un ragazzo che ho fatto nominare mi ha detto «Signora» invece di «Maestà». Una parola. Un intero regno sta in una parola che si ritira.

Si crede che il potere sia la corona. No. È il silenzio degli altri quando entri. Quel silenzio non lo sento più.

I miei consiglieri pesano già il mio nome come si pesa una carne che va a male.

Ho firmato grazie. Ho firmato condanne a morte. Entrambe con lo stesso inchiostro, con la stessa mano che non tremava.

Che nessuno mi parli di rimpianto. Il rimpianto è il lusso di chi non ha mai dovuto scegliere.

(Posa la mano sul trono, senza sedersi.)

MOI

Non mi siederò. Sedermi ora sarebbe mendicare il posto un’ultima volta.

Uscirò dalla porta grande. Dritta. Perché ricordino che non mi hanno fatta cadere. Sono scesa io.

E se la Storia vuole dimenticarmi, che ci provi. Ho scritto troppe pagine con il loro sangue perché giri facilmente.

(Lascia la sala senza voltarsi.)

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La pianta

  • Commedia
  • Monologo
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Principiante

(Una pianta verde, ingiallita, su un davanzale. Le parla come a un paziente.)

MOI

Bene. Siamo sinceri, noi due. Sono tre settimane che fai il muso. Ho provato di tutto.

Ti ho messa al sole. Hai avuto troppo caldo. Ti ho messa all’ombra. Hai tenuto il broncio. Sei come mia zia: mai la temperatura giusta.

Ho guardato su Internet. « La tua pianta ha sete. » Ti ho annaffiata. « La tua pianta sta annegando. » Non c’è un manuale, con te. Cioè, sì. Ce ne sono tredici, e si contraddicono.

(Tocca una foglia. La foglia cade.)

MOI

…Bene. Questo è passivo-aggressivo. L’hai fatto apposta, davanti a me.

Ascolta. Non ti chiedo di fiorire. Ti chiedo solo di non morire prima che venga mia madre a cena. Dopo, fai quello che vuoi. Saremo liberi tutti e due.

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