La scena a due è la prova più onesta che esista: non c’è nessuno a coprire. Se uno dei due smette di ascoltare, si vede alla prima battuta, e nessun talento lo nasconde.
Le scene raccolte qui poggiano su un disaccordo chiaro tra due persone che non possono andarsene: una coppia davanti a una confessione, due sorelle davanti agli scatoloni, due sconosciuti sotto lo stesso ombrello. Ognuna dichiara chi fa cosa, con genere ed età dei due ruoli, così sapete prima di leggere se la distribuzione vi va.
Lavoratele ad alta voce fin dalla prima lettura. Un dialogo letto in silenzio non dice quasi niente di ciò che diventa in piedi.
- Commedia romantica
- Scena a due
- 3 min
- Ruolo femminile
- Adolescente
- Avanzato
JULIETTE
O Romeo, Romeo! perché sei tu Romeo?
Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome;
o, se non vuoi, giurami il tuo amore, e non sarò più una Capuleti.
ROMÉO
Devo ascoltare ancora, o parlare adesso?
JULIETTE
È solo il tuo nome il mio nemico;
tu sei te stesso, anche senza essere un Montecchi.
Che cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con qualunque altro nome, profumerebbe lo stesso.
ROMÉO
Ti prendo in parola. Chiamami solo «amore», e sarò ribattezzato.
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- Fantastico
- Scena a due
- 3 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Intermedio
(Una casa vuota. L’agente apre le persiane. La signora resta al centro della stanza.)
AGENTE
Soggiorno passante, parquet originale. Il camino funziona, i vecchi proprietari non lo usavano più.
LA DAME
Sì, invece. D’inverno. Il tiraggio si blocca quando il vento viene dal mare; bisogna socchiudere la finestrella della cucina.
AGENTE
…Esatto. È scritto nella perizia. Ha già visitato la casa con un collega?
LA DAME
Il terzo gradino del corridoio canta ancora? I bambini lo chiamavano l’usignolo. Lo saltavano per rientrare senza svegliare nessuno.
(Una pausa.)
AGENTE
Signora… lei ha vissuto qui.
LA DAME
Sessant’anni. Mi hanno detto che potevo tornare a vederla. Un’ultima volta. Prima dei nuovi.
AGENTE
« Hanno detto »? Chi, la famiglia? La casa è vuota dalla successione, nessuno…
(Da qualche parte, il terzo gradino canta. Eppure sono sole.)
LA DAME
Non venda troppo in fretta, signorina. Le lasci il tempo di dire addio. È stata molto amata, sa.
(L’agente abbassa gli occhi sulla scheda: « Successione Herbin, proprietaria mancata a gennaio. » Quando li rialza, la stanza è vuota. In cucina, la finestrella è socchiusa.)
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- Thriller
- Scena a due
- 3 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Avanzato
(Una cucina, di notte. Un rubinetto scorre. Nessuno lo chiude.)
LUI
Ti sei lavata le mani tre volte.
ELLE
Non sono sporche. È peggio. Sono pulite, e lo sento ancora.
LUI
Nessuno lo sa. Nessuno lo saprà.
ELLE
Noi lo sappiamo. Dormiremo accanto a qualcuno che lo sa, ogni notte, fino alla fine.
LUI
Non avevamo scelta.
ELLE
Non dirlo. «Nessuna scelta» è ciò che si dice agli altri. Tra noi, diciamo la verità: abbiamo scelto in fretta, e abbiamo scelto male.
(Il rubinetto continua a scorrere.)
LUI
Chiudi quel rubinetto.
ELLE
Chiudilo tu. Se mi avvicino ancora all’acqua, ricomincio a strofinare.
LUI
Domani ci alzeremo, e sarà un giorno normale.
ELLE
Non ci saranno più giorni normali. Ci saranno giorni in cui fingiamo. Non è lo stesso.
LUI
Mi guardi come se il mostro fossi io.
ELLE
No. Ti guardo come uno specchio. È questo l’insopportabile.
(Chiude finalmente il rubinetto. Il silenzio è peggio.)
ELLE
Ecco. Ora si sentono i nostri cuori. Dovremo abituarci a quel rumore.
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- Commedia
- Scena a due
- 2 min
- Ruolo femminile
- Giovane adulto
- Principiante
(Sam entra, con aria grave. Léa alza appena lo sguardo.)
SAM
Dobbiamo parlare. È una cosa seria.
LÉA
Oh no. Stai per dirmi che hai adottato di nuovo qualcosa.
SAM
… Come fai a saperlo?
LÉA
Sam. L’ultima volta era una tartaruga. Prima, un ukulele. Prima ancora, «una passione per il teatro».
SAM
Quella me la tengo. E anzi c’entra: si chiama Hamlet.
LÉA
Hai chiamato una tartaruga Hamlet?
SAM
È un pesce. E sembra già dubitare di tutto.
(Una pausa.)
LÉA
Va bene. Dove dorme, il tuo esistenzialista acquatico?
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- Dramma
- Scena a due
- 4 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Intermedio
(Tardi. La tavola non è sparecchiata. Julie tiene il telefono.)
JULIE
Ho sentito tua sorella. Credeva che lo sapessi.
MARC
Julie…
JULIE
Credeva che lo sapessi, Marc. Da quanto lo sai?
MARC
Cosa cambia, adesso?
JULIE
Da quanto.
MARC
Marzo. L’ho saputo a marzo.
(Una pausa.)
JULIE
Abbiamo comprato la macchina ad aprile.
MARC
Non volevo rovinare…
JULIE
Abbiamo fatto un prestito ad aprile! Mi hai lasciata firmare.
MARC
Avrei trovato una soluzione. La trovo sempre.
JULIE
Hai lasciato che nostra figlia cambiasse scuola «per stare più vicina». Sapevi che avremmo traslocato.
MARC
Ti stavo proteggendo.
JULIE
Proteggevi te stesso. Dai miei occhi. Da questa conversazione. Da questo preciso momento.
(Lui non risponde.)
JULIE
Il peggio non sono i soldi. È che per sei mesi mi hai guardata fare progetti sapendo che non esistevano.
MARC
Mi vergognavo.
JULIE
La vergogna guarda ancora te. Tutto guarda sempre te.
MARC
Cosa vuoi che dica?
JULIE
Niente. È questo il problema. Non resta niente da dire che non avresti dovuto dire a marzo.
(Posa il telefono, lo schermo contro il tavolo.)
JULIE
Vedremo domani. Non perché ti perdono. Perché sono troppo stanca per decidere di lasciarti stasera.
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- Satira
- Scena a due
- 3 min
- Ruolo maschile
- Adulto
- Principiante
(Uno sportello. Un vetro. Un modulo grande come una tovaglia.)
AGENT
Ha spuntato la casella 14?
USAGER
Non c’è una casella 14. Va dalla 13 alla 15.
AGENT
È esattamente la casella 14. La sua assenza. Deve spuntare la sua assenza.
USAGER
Come spunto una casella che non esiste?
AGENT
Con una penna invisibile. Si vendono al distributore. Fuori servizio dal 1998.
USAGER
Quindi non posso compilare il modulo.
AGENT
Nessuno può. È questo che ne fa un buon modulo. Se fosse compilabile, passerebbero tutti.
USAGER
E quelli che passano?
AGENT
Non passano. Rinunciano. E rinunciare, qui, è il nostro modo di andare avanti.
(L’addetto timbra un foglio bianco.)
AGENT
Tenga. La sua ricevuta di rinuncia. La incornici. È l’unico documento che otterrà mai da noi.
USAGER
…Grazie?
AGENT
Non mi ringrazi. La casella 22 vieta la gratitudine. L’ha spuntata senza saperlo entrando.
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- Commedia romantica
- Scena a due
- 1 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Avanzato
(Dorante tiene un biglietto sgualcito che ha appena sorpreso.)
DORANTE
Questo biglietto, sotto le vostre dita, tremava come una confessione. A chi scrivevate, Madama, con tale fuoco?
LÉONORE
A voi. Ma dopo averlo letto, temetti di mostrarmi troppo, e volli tacerlo, piuttosto che rinascervi.
DORANTE
A me? Quella parola ardente, quello slancio che nego, sarebbe per colui che dubitava dell’amata?
LÉONORE
Il dubbio è uno specchio: mostra ciò che si porta. Mi credeste leggera; dovetti essere forte.
DORANTE
Perdonate questo sospetto che un nulla ha fatto nascere.
LÉONORE
Perdono al geloso ciò che l’amor proprio odia. Ma tenete questo biglietto: vi sia di regola. Non si apre a forza una lettera che si offre.
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- Fantastico
- Scena a due
- 3 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Avanzato
(Un caffè. Si siede di fronte a qualcuno che ha esattamente il suo volto.)
MOI
Voleva vedermi. Per poco non venivo. Non si prende un caffè col proprio volto.
L’AUTRE
Lo so. È destabilizzante. Mi creda, anche dalla mia parte.
MOI
Chi è lei?
L’AUTRE
La domanda non è « chi ». È « quale ». C’è stata una scelta, dodici anni fa. Il treno, ricorda? Lei è salita. Io no.
MOI
…Abbiamo la stessa vita fino a un binario.
L’AUTRE
E due vite diverse dopo. Sono venuta a dirle una cosa: quella che non ha vissuto non è più felice. Smetta di rimpiangerla la notte.
(Una pausa. Nello stesso istante fanno lo stesso gesto: portare la tazza alle labbra.)
MOI
…Come faccio a sapere che non mente?
L’AUTRE
Perché sono l’unica persona al mondo a cui neanche lei può mentire.
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- Thriller
- Scena a due
- 4 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Avanzato
(Una stanza spoglia. Un fascicolo chiuso tra loro. Lei non lo apre.)
GARANCE
Non ha chiesto perché è qui. In vent’anni, lo chiedono tutti. Tranne quelli che lo sanno.
MERCIER
Lei non ha aperto il suo fascicolo. Di solito si apre. Tranne quando è vuoto.
GARANCE
Il 12, tra le ventidue e mezzanotte. Mi racconti.
MERCIER
Il cinema. Lo spettacolo delle 21:50. Posso raccontarle il film, se vuole.
GARANCE
Tutti sanno raccontare un film.
MERCIER
Non il guasto al proiettore al quarantaduesimo minuto. Dodici minuti di buio, sala piena. Verifichi.
(Una pausa.)
GARANCE
Chi le ha parlato di quel guasto, signor Mercier?
MERCIER
Io… io c’ero. Gliel’ho appena detto.
GARANCE
È durato quattro minuti. I dodici minuti sono la cifra del giornale dell’indomani. Il giornale si era sbagliato.
(Silenzio. Mercier guarda la porta, poi lo specchio unidirezionale.)
MERCIER
Voglio un avvocato.
GARANCE
Lo so. È incredibile quanto lo si voglia, all’improvviso, quando si è visto un film per intero.
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- Commedia
- Scena a due
- 3 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Principiante
(Un ristorante. L’addetto consulta uno schermo con la gravità di un chirurgo.)
HÔTE
Ha prenotato?
CLIENTE
Sì. A nome Marchand. Due persone, alle otto.
HÔTE
Non ho nessun Marchand. Ho un Marchal. Un Marchais. Un… Marcoso.
CLIENTE
Allora forse è Marcoso. Ho un cognome con varianti.
HÔTE
Marcoso era ieri.
CLIENTE
Ieri non avevo fame. È tutto il problema di Marcoso: sbaglia i tempi.
(Digita.)
HÔTE
Posso segnarla tra tre settimane.
CLIENTE
Tre settimane? Il mio ospite, lì, ha già cominciato a invecchiare sulla panca.
HÔTE
Il signore in blu? È nostro. Aspetta una certa Marchand da venti minuti.
CLIENTE
…La Marchand sono io.
HÔTE
Ah. Vede. Alla fine si sistema tutto.
CLIENTE
Stava per rimandarmi tra tre settimane per qualcuno che mi aspetta a sei metri.
HÔTE
La pazienza, signora, fa parte del menù.
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- Dramma
- Scena a due
- 3 min
- Ruolo femminile
- Giovane adulto
- Intermedio
(Un binario, di notte. Il tabellone mostra un’ultima partenza.)
SAMI
Lo perdi se continui a parlarmi.
NINA
Lo so.
SAMI
Nina. Ce n’è un altro domani alle sei.
NINA
Domani non avrò più il coraggio. Il coraggio non dorme, evapora.
SAMI
E cosa vuoi dirmi, qui, in due minuti?
NINA
Che sono venuta fino al binario. È già una frase intera.
(Il treno si avvicina.)
SAMI
Sali. Parleremo dal finestrino.
NINA
Abbiamo passato due anni a parlarci dal finestrino.
SAMI
Allora scendi dall’idea che ti fai di me, e resta.
(Le porte si aprono. Nessuno si muove.)
NINA
Va bene. Ma sei tu a spiegare a tua madre perché la sua valigia parte senza di te.
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- Satira
- Scena a due
- 2 min
- Ruolo maschile
- Adulto
- Avanzato
PHILINTE
Che c’è? Che cosa avete?
ALCESTE
Lasciatemi, vi prego.
PHILINTE
Ma ditemi almeno che stranezza è questa…
ALCESTE
Lasciatemi, vi dico, e andate a nascondervi.
PHILINTE
Ma almeno si ascolta la gente senza adirarsi.
ALCESTE
Io voglio adirarmi, e non voglio ascoltare niente.
PHILINTE
Nei vostri bruschi malumori non riesco a capirvi,
e, benché amici, sono tra i primi…
ALCESTE
Io, vostro amico? Cancellatelo dai vostri registri.
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Cosa puoi farne
Testo originale scritto per Acto. Leggilo, stampalo, lavoralo a lezione, recitalo a un provino o in un self-tape: serve a questo, e non devi chiedere niente. Per una rappresentazione pubblica o un uso commerciale, scrivici a contact@acto.re.
Alcuni testi di questa selezione sono di dominio pubblico (La scena del balcone, Cancellatelo dai vostri registri): quelli non sono di nessuno, e non serve alcun permesso, per nessun uso.
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