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Scene a due personaggi

La scena a due è la prova più onesta che esista: non c’è nessuno a coprire. Se uno dei due smette di ascoltare, si vede alla prima battuta, e nessun talento lo nasconde.

Le scene raccolte qui poggiano su un disaccordo chiaro tra due persone che non possono andarsene: una coppia davanti a una confessione, due sorelle davanti agli scatoloni, due sconosciuti sotto lo stesso ombrello. Ognuna dichiara chi fa cosa, con genere ed età dei due ruoli, così sapete prima di leggere se la distribuzione vi va.

Lavoratele ad alta voce fin dalla prima lettura. Un dialogo letto in silenzio non dice quasi niente di ciò che diventa in piedi.

I 12 testi in un PDF

In questa selezione

12 testi su 52

La scena del balcone

  • Commedia romantica
  • Scena a due
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Adolescente
  • Avanzato

JULIETTE

O Romeo, Romeo! perché sei tu Romeo?

Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome;

o, se non vuoi, giurami il tuo amore, e non sarò più una Capuleti.

ROMÉO

Devo ascoltare ancora, o parlare adesso?

JULIETTE

È solo il tuo nome il mio nemico;

tu sei te stesso, anche senza essere un Montecchi.

Che cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con qualunque altro nome, profumerebbe lo stesso.

ROMÉO

Ti prendo in parola. Chiamami solo «amore», e sarò ribattezzato.

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La visita

  • Fantastico
  • Scena a due
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Una casa vuota. L’agente apre le persiane. La signora resta al centro della stanza.)

AGENTE

Soggiorno passante, parquet originale. Il camino funziona, i vecchi proprietari non lo usavano più.

LA DAME

Sì, invece. D’inverno. Il tiraggio si blocca quando il vento viene dal mare; bisogna socchiudere la finestrella della cucina.

AGENTE

…Esatto. È scritto nella perizia. Ha già visitato la casa con un collega?

LA DAME

Il terzo gradino del corridoio canta ancora? I bambini lo chiamavano l’usignolo. Lo saltavano per rientrare senza svegliare nessuno.

(Una pausa.)

AGENTE

Signora… lei ha vissuto qui.

LA DAME

Sessant’anni. Mi hanno detto che potevo tornare a vederla. Un’ultima volta. Prima dei nuovi.

AGENTE

« Hanno detto »? Chi, la famiglia? La casa è vuota dalla successione, nessuno…

(Da qualche parte, il terzo gradino canta. Eppure sono sole.)

LA DAME

Non venda troppo in fretta, signorina. Le lasci il tempo di dire addio. È stata molto amata, sa.

(L’agente abbassa gli occhi sulla scheda: « Successione Herbin, proprietaria mancata a gennaio. » Quando li rialza, la stanza è vuota. In cucina, la finestrella è socchiusa.)

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Le mani

  • Thriller
  • Scena a due
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Avanzato

(Una cucina, di notte. Un rubinetto scorre. Nessuno lo chiude.)

LUI

Ti sei lavata le mani tre volte.

ELLE

Non sono sporche. È peggio. Sono pulite, e lo sento ancora.

LUI

Nessuno lo sa. Nessuno lo saprà.

ELLE

Noi lo sappiamo. Dormiremo accanto a qualcuno che lo sa, ogni notte, fino alla fine.

LUI

Non avevamo scelta.

ELLE

Non dirlo. «Nessuna scelta» è ciò che si dice agli altri. Tra noi, diciamo la verità: abbiamo scelto in fretta, e abbiamo scelto male.

(Il rubinetto continua a scorrere.)

LUI

Chiudi quel rubinetto.

ELLE

Chiudilo tu. Se mi avvicino ancora all’acqua, ricomincio a strofinare.

LUI

Domani ci alzeremo, e sarà un giorno normale.

ELLE

Non ci saranno più giorni normali. Ci saranno giorni in cui fingiamo. Non è lo stesso.

LUI

Mi guardi come se il mostro fossi io.

ELLE

No. Ti guardo come uno specchio. È questo l’insopportabile.

(Chiude finalmente il rubinetto. Il silenzio è peggio.)

ELLE

Ecco. Ora si sentono i nostri cuori. Dovremo abituarci a quel rumore.

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L’esistenzialista acquatico

  • Commedia
  • Scena a due
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Giovane adulto
  • Principiante

(Sam entra, con aria grave. Léa alza appena lo sguardo.)

SAM

Dobbiamo parlare. È una cosa seria.

LÉA

Oh no. Stai per dirmi che hai adottato di nuovo qualcosa.

SAM

… Come fai a saperlo?

LÉA

Sam. L’ultima volta era una tartaruga. Prima, un ukulele. Prima ancora, «una passione per il teatro».

SAM

Quella me la tengo. E anzi c’entra: si chiama Hamlet.

LÉA

Hai chiamato una tartaruga Hamlet?

SAM

È un pesce. E sembra già dubitare di tutto.

(Una pausa.)

LÉA

Va bene. Dove dorme, il tuo esistenzialista acquatico?

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La confessione

  • Dramma
  • Scena a due
  • 4 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Tardi. La tavola non è sparecchiata. Julie tiene il telefono.)

JULIE

Ho sentito tua sorella. Credeva che lo sapessi.

MARC

Julie…

JULIE

Credeva che lo sapessi, Marc. Da quanto lo sai?

MARC

Cosa cambia, adesso?

JULIE

Da quanto.

MARC

Marzo. L’ho saputo a marzo.

(Una pausa.)

JULIE

Abbiamo comprato la macchina ad aprile.

MARC

Non volevo rovinare…

JULIE

Abbiamo fatto un prestito ad aprile! Mi hai lasciata firmare.

MARC

Avrei trovato una soluzione. La trovo sempre.

JULIE

Hai lasciato che nostra figlia cambiasse scuola «per stare più vicina». Sapevi che avremmo traslocato.

MARC

Ti stavo proteggendo.

JULIE

Proteggevi te stesso. Dai miei occhi. Da questa conversazione. Da questo preciso momento.

(Lui non risponde.)

JULIE

Il peggio non sono i soldi. È che per sei mesi mi hai guardata fare progetti sapendo che non esistevano.

MARC

Mi vergognavo.

JULIE

La vergogna guarda ancora te. Tutto guarda sempre te.

MARC

Cosa vuoi che dica?

JULIE

Niente. È questo il problema. Non resta niente da dire che non avresti dovuto dire a marzo.

(Posa il telefono, lo schermo contro il tavolo.)

JULIE

Vedremo domani. Non perché ti perdono. Perché sono troppo stanca per decidere di lasciarti stasera.

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Il modulo

  • Satira
  • Scena a due
  • 3 min
  • Ruolo maschile
  • Adulto
  • Principiante

(Uno sportello. Un vetro. Un modulo grande come una tovaglia.)

AGENT

Ha spuntato la casella 14?

USAGER

Non c’è una casella 14. Va dalla 13 alla 15.

AGENT

È esattamente la casella 14. La sua assenza. Deve spuntare la sua assenza.

USAGER

Come spunto una casella che non esiste?

AGENT

Con una penna invisibile. Si vendono al distributore. Fuori servizio dal 1998.

USAGER

Quindi non posso compilare il modulo.

AGENT

Nessuno può. È questo che ne fa un buon modulo. Se fosse compilabile, passerebbero tutti.

USAGER

E quelli che passano?

AGENT

Non passano. Rinunciano. E rinunciare, qui, è il nostro modo di andare avanti.

(L’addetto timbra un foglio bianco.)

AGENT

Tenga. La sua ricevuta di rinuncia. La incornici. È l’unico documento che otterrà mai da noi.

USAGER

…Grazie?

AGENT

Non mi ringrazi. La casella 22 vieta la gratitudine. L’ha spuntata senza saperlo entrando.

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Il biglietto

  • Commedia romantica
  • Scena a due
  • 1 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Avanzato

(Dorante tiene un biglietto sgualcito che ha appena sorpreso.)

DORANTE

Questo biglietto, sotto le vostre dita, tremava come una confessione. A chi scrivevate, Madama, con tale fuoco?

LÉONORE

A voi. Ma dopo averlo letto, temetti di mostrarmi troppo, e volli tacerlo, piuttosto che rinascervi.

DORANTE

A me? Quella parola ardente, quello slancio che nego, sarebbe per colui che dubitava dell’amata?

LÉONORE

Il dubbio è uno specchio: mostra ciò che si porta. Mi credeste leggera; dovetti essere forte.

DORANTE

Perdonate questo sospetto che un nulla ha fatto nascere.

LÉONORE

Perdono al geloso ciò che l’amor proprio odia. Ma tenete questo biglietto: vi sia di regola. Non si apre a forza una lettera che si offre.

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Il doppio

  • Fantastico
  • Scena a due
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Avanzato

(Un caffè. Si siede di fronte a qualcuno che ha esattamente il suo volto.)

MOI

Voleva vedermi. Per poco non venivo. Non si prende un caffè col proprio volto.

L’AUTRE

Lo so. È destabilizzante. Mi creda, anche dalla mia parte.

MOI

Chi è lei?

L’AUTRE

La domanda non è « chi ». È « quale ». C’è stata una scelta, dodici anni fa. Il treno, ricorda? Lei è salita. Io no.

MOI

…Abbiamo la stessa vita fino a un binario.

L’AUTRE

E due vite diverse dopo. Sono venuta a dirle una cosa: quella che non ha vissuto non è più felice. Smetta di rimpiangerla la notte.

(Una pausa. Nello stesso istante fanno lo stesso gesto: portare la tazza alle labbra.)

MOI

…Come faccio a sapere che non mente?

L’AUTRE

Perché sono l’unica persona al mondo a cui neanche lei può mentire.

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La domanda di troppo

  • Thriller
  • Scena a due
  • 4 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Avanzato

(Una stanza spoglia. Un fascicolo chiuso tra loro. Lei non lo apre.)

GARANCE

Non ha chiesto perché è qui. In vent’anni, lo chiedono tutti. Tranne quelli che lo sanno.

MERCIER

Lei non ha aperto il suo fascicolo. Di solito si apre. Tranne quando è vuoto.

GARANCE

Il 12, tra le ventidue e mezzanotte. Mi racconti.

MERCIER

Il cinema. Lo spettacolo delle 21:50. Posso raccontarle il film, se vuole.

GARANCE

Tutti sanno raccontare un film.

MERCIER

Non il guasto al proiettore al quarantaduesimo minuto. Dodici minuti di buio, sala piena. Verifichi.

(Una pausa.)

GARANCE

Chi le ha parlato di quel guasto, signor Mercier?

MERCIER

Io… io c’ero. Gliel’ho appena detto.

GARANCE

È durato quattro minuti. I dodici minuti sono la cifra del giornale dell’indomani. Il giornale si era sbagliato.

(Silenzio. Mercier guarda la porta, poi lo specchio unidirezionale.)

MERCIER

Voglio un avvocato.

GARANCE

Lo so. È incredibile quanto lo si voglia, all’improvviso, quando si è visto un film per intero.

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La prenotazione

  • Commedia
  • Scena a due
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Principiante

(Un ristorante. L’addetto consulta uno schermo con la gravità di un chirurgo.)

HÔTE

Ha prenotato?

CLIENTE

Sì. A nome Marchand. Due persone, alle otto.

HÔTE

Non ho nessun Marchand. Ho un Marchal. Un Marchais. Un… Marcoso.

CLIENTE

Allora forse è Marcoso. Ho un cognome con varianti.

HÔTE

Marcoso era ieri.

CLIENTE

Ieri non avevo fame. È tutto il problema di Marcoso: sbaglia i tempi.

(Digita.)

HÔTE

Posso segnarla tra tre settimane.

CLIENTE

Tre settimane? Il mio ospite, lì, ha già cominciato a invecchiare sulla panca.

HÔTE

Il signore in blu? È nostro. Aspetta una certa Marchand da venti minuti.

CLIENTE

…La Marchand sono io.

HÔTE

Ah. Vede. Alla fine si sistema tutto.

CLIENTE

Stava per rimandarmi tra tre settimane per qualcuno che mi aspetta a sei metri.

HÔTE

La pazienza, signora, fa parte del menù.

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L’ultimo treno

  • Dramma
  • Scena a due
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Giovane adulto
  • Intermedio

(Un binario, di notte. Il tabellone mostra un’ultima partenza.)

SAMI

Lo perdi se continui a parlarmi.

NINA

Lo so.

SAMI

Nina. Ce n’è un altro domani alle sei.

NINA

Domani non avrò più il coraggio. Il coraggio non dorme, evapora.

SAMI

E cosa vuoi dirmi, qui, in due minuti?

NINA

Che sono venuta fino al binario. È già una frase intera.

(Il treno si avvicina.)

SAMI

Sali. Parleremo dal finestrino.

NINA

Abbiamo passato due anni a parlarci dal finestrino.

SAMI

Allora scendi dall’idea che ti fai di me, e resta.

(Le porte si aprono. Nessuno si muove.)

NINA

Va bene. Ma sei tu a spiegare a tua madre perché la sua valigia parte senza di te.

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Cancellatelo dai vostri registri

  • Satira
  • Scena a due
  • 2 min
  • Ruolo maschile
  • Adulto
  • Avanzato

PHILINTE

Che c’è? Che cosa avete?

ALCESTE

Lasciatemi, vi prego.

PHILINTE

Ma ditemi almeno che stranezza è questa…

ALCESTE

Lasciatemi, vi dico, e andate a nascondervi.

PHILINTE

Ma almeno si ascolta la gente senza adirarsi.

ALCESTE

Io voglio adirarmi, e non voglio ascoltare niente.

PHILINTE

Nei vostri bruschi malumori non riesco a capirvi,

e, benché amici, sono tra i primi…

ALCESTE

Io, vostro amico? Cancellatelo dai vostri registri.

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