Il discorso
- Commedia
- Monologo
- 4 min
- Ruolo maschile
- Adulto
- Intermedio
(Qualcuno, con un foglietto in mano, prova davanti a uno specchio.)
MOI
Cari tutti. Care tutte. Car… carR. Va bene. Ricomincio.
Buonasera. Sono il testimone. Be’, «il» testimone: siamo in quattro, ma parlo io. Gli altri hanno avuto paura.
Conosco Thomas da quindici anni. No. Dodici. Quindici vuol dire che dimentico tre anni della sua vita davanti a tutta la sua famiglia.
Ricominciamo. Ho conosciuto Thomas a un certo punto delle nostre vite. Ecco. Vale per tutti, non mi impegna a niente.
Volevo raccontare il viaggio in Italia. Ma metà della sala era lì. E l’altra metà non deve saperlo per nessun motivo.
Quindi: niente Italia.
Parlerò delle sue qualità. Thomas è… puntuale. No. Nessuno si sposa per la puntualità. Anche se, a questo punto, va bene così.
Thomas è generoso. Questo è vero. Prova: mi ha affidato questo microfono.
Léa, se mi ascolti, e mi ascolti, ascolti sempre, hai reso migliore il mio migliore amico. È matematico ed è ingiusto: io ero messo benissimo prima di te.
(Guarda il foglietto. Il foglietto è bianco.)
MOI
Avevo scritto tutto. Sul foglietto sbagliato. Questa è la lista della spesa. «Burro. Pile. Non piangere.»
Bene. Il burro, fatto. Le pile, vedremo.
(Respira.)
MOI
Va bene. Senza foglietto, allora. Le cose vere non si leggono, si sanno.
Alzerò solo il bicchiere. Perché un discorso sbagliato che si ricorda vale più di uno perfetto che nessuno ascolta.
A Thomas e Léa. E al foglietto, da qualche parte, che contiene cose magnifiche.