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Scene a tre personaggi

In tre, qualcuno è sempre di troppo, ed è proprio questo il motore: due si capiscono, arriva il terzo, l’equilibrio si rovescia. La difficoltà non è parlare, è esistere mentre si tace.

Ogni scena di questa selezione dà una posta propria a tutti e tre i ruoli, senza comparse di servizio. Ci sono sorelle davanti a una legge che non hanno scritto, un interrogatorio a tre voci, una convivenza che tratta la tabella dei turni.

Sono buoni testi da laboratorio: abbastanza brevi da montarli in una seduta, abbastanza densi da reggere una seconda lettura.

I 12 testi in un PDF

In questa selezione

12 testi su 17

Il servizio post-vita

  • Satira
  • Scena a 3
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Kenza tiene un telefono. Una musica d’attesa lontana.)

AGENT

Servizio post-vita, buongiorno. Per un reclamo su un’esistenza, prema 1.

KENZA

Buongiorno. Vorrei parlare con qualcuno. Uno vero. Sono quaranta minuti.

AGENT

Comprendo il suo fastidio. Posso avere il suo numero di destino?

KENZA

Il mio… numero di destino? Non l’ho mai ricevuto.

AGENT

È il problema più comune. Nessuno lo riceve. Le passo un supervisore.

SUPERVISEUR

Supervisore, buongiorno. Vedo la sua pratica. Si lamenta di… di tutto, in effetti.

KENZA

Mi lamento di non sapere mai con chi lamentarmi. È diverso.

SUPERVISEUR

Ah, quello è il piano base. Per la chiarezza, bisognava sottoscrivere alla nascita.

KENZA

Nessuno mi ha proposto un’opzione alla nascita!

(Una pausa.)

SUPERVISEUR

… Prendo nota della sua osservazione. Si unirà alle altre. Attenda ancora una vita, prego.

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Il cambio

  • Fantastico
  • Scena a 3
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Un museo, le 3 del mattino. Due guardiani alla guardiola. Ne arriva un terzo, con un’uniforme d’altri tempi.)

JONAS

Sei in anticipo. Il cambio è alle quattro.

LE VEILLEUR

Io sono sempre puntuale. Sono i vostri orologi a esitare.

MILA

È sul tuo turno, lui?

JONAS

Credevo fosse sul tuo.

LE VEILLEUR

Prendo il piano degli orologi. Come ogni notte.

MILA

Nessuno prende il piano degli orologi. È chiuso dall’incendio.

LE VEILLEUR

Chiuso al pubblico. Gli orologi, qualcuno deve pur caricarli. Li sentite, no?

(Un ticchettio, lontanissimo. Il piano è vuoto da vent’anni.)

JONAS

…A che ora suonavano, prima?

LE VEILLEUR

Alle tre e dodici. L’ora in cui tutto si è fermato, lassù.

(Si tocca il berretto.)

LE VEILLEUR

Buonanotte. Riprendo il mio giro.

(Sale. Sull’orologio della guardiola: le 3:11. Comincia a suonare.)

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Il covo

  • Thriller
  • Scena a 3
  • 4 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Un garage chiuso dall’interno. Tre sedie. Una borsa sportiva vuota al centro.)

ANA

Alle due la borsa era piena. Siamo in tre. Nessuno è uscito.

VICTOR

Allora è ancora qui. Le banconote non evaporano.

SAM

O qualcuno ha riempito una seconda borsa mentre dormivamo. Lo dico senza guardare nessuno.

VICTOR

Mi stai guardando.

SAM

Il garage è piccolo.

ANA

Un’altra cosa. La polizia era nel vicolo prima di noi. Prima. Capite cosa significa?

VICTOR

Che qualcuno ha parlato.

SAM

O che qualcuno parla troppo al bar qui di fronte. Vero, Victor? La tua cameriera.

VICTOR

Ripetilo.

ANA

Basta.

(Una pausa.)

ANA

La borsa. Il vicolo. Una sola persona qui non era nelle foto della polizia. Una sola che nessuno ha visto durante la spartizione.

(Gli sguardi scivolano lentamente verso Sam.)

SAM

…Non crederete a quello che sto per dire.

ANA

No. Ma dillo lo stesso. Abbiamo tutta la notte.

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La coabitazione

  • Commedia
  • Scena a 3
  • 2 min
  • Senza marca di genere
  • Giovane adulto
  • Principiante

(Una tabella dei turni di pulizia copre tutto il frigo.)

BASILE

Nuovo regolamento. Ho fatto una tabella. Coi colori.

JO

Basile, ci sono più colonne che piatti in questa cucina.

NOUR

Io sono in viola. Perché sono in viola?

BASILE

Il viola è «responsabile dell’armonia generale».

NOUR

Quindi non faccio niente, ma se va male è colpa mia?

JO

Benvenuta nel management, Nour.

BASILE

La tabella è chiarissima. Casella 4B: «Chi ha lasciato che lo yogurt diventasse una civiltà?»

JO

… Mi dichiaro colpevole per la civiltà. Ma era pacifica.

NOUR

Non possiamo lavare i piatti a turno, come esseri umani?

(Una pausa.)

BASILE

… A quello non avevo pensato. Ma non ha un colore.

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La spartizione

  • Dramma
  • Scena a 3
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Intermedio

(Il soggiorno della casa di famiglia, scatoloni riempiti a metà.)

PAUL

Avevamo detto: ognuno prende un oggetto a turno. Senza litigare.

ANNA

Ti sei già messo l’orologio di papà in tasca, Paul. Ti ho visto.

PAUL

Ero io che lo portavo dal medico. Tutte le settimane.

CLARA

E io pagavo le medicine. Vogliamo contare tutto, già che ci siamo?

ANNA

Basta. Non è l’orologio il problema. Il problema è che ci restano solo oggetti da dividere, e più nessuno a dirci di stare zitti.

(Silenzio. Clara posa la scatola che teneva.)

CLARA

Prendi l’orologio, Paul. Io voglio solo la sua vecchia radio. Quella che gracchia.

PAUL

… Non funziona nemmeno più.

ANNA

Appunto. Così, almeno, il silenzio di questa casa l’avremo scelto noi.

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L’appuntamento al buio

  • Commedia romantica
  • Scena a 3
  • 3 min
  • Ruolo femminile
  • Giovane adulto
  • Intermedio

(Un ristorante. Un appuntamento al buio che va, pian piano, di traverso. Nel senso giusto.)

NINA

Allora, Raph, i nostri amici ci hanno presentati perché, cito, « siamo uguali ».

RAPH

Sì. Solo che io odio il cinema, i viaggi, i cani e parlare. E a te piacciono tutte e quattro le cose.

NINA

Siamo l’esatto contrario. I nostri amici ci conoscono malissimo.

LÉO

A me piacciono i cani.

(Una pausa. Nina si gira verso Léo. E non si rigira più davvero.)

NINA

…A te piacciono i cani.

LÉO

E il cinema. E parlare. Adesso, per esempio, sto parlando. Faccio un po’ fatica a fermarmi, all’improvviso.

RAPH

Sapete che vi dico? Credo che l’appuntamento al buio abbia funzionato. Solo… non nel senso previsto.

NINA

Vuoi portare fuori questo cane immaginario? Adesso? È una bella sera. Cioè, fuori c’è un fuori.

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Le strisce

  • Satira
  • Scena a 3
  • 1 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Principiante

(Tre persone aspettano a un attraversamento. Il semaforo non cambia.)

LE MONSIEUR

È rosso da undici minuti. Ho contato.

VÉRA

Forse ci sta mettendo alla prova. Forse aspetta che lo meritiamo.

LA DAME

Io aspetto da così tanto che ho dimenticato dove andavo.

LE MONSIEUR

Attraversiamo. Non c’è una macchina.

VÉRA

E l’esempio, signore? Un bambino potrebbe vederci disobbedire a un semaforo.

LA DAME

Non c’è nessun bambino. Non c’è niente. Ci siamo solo noi e questo rosso.

LE MONSIEUR

… Appunto. Senza testimoni, che senso ha essere coraggiosi?

VÉRA

Allora restiamo. Almeno, insieme, sbaglieremo come si deve.

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Il villaggio

  • Fantastico
  • Scena a 3
  • 4 min
  • Ruolo femminile
  • Giovane adulto
  • Intermedio

(Un villaggio al crepuscolo. Due viaggiatori entrano nell’unica locanda. L’oste li aspettava, due coperti già pronti.)

L’AUBERGISTE

Ah, eccovi. Cominciavamo a chiederci se sareste arrivati prima di notte. La vostra camera è pronta. La due, come al solito.

LÉO

« Come al solito »? Non siamo mai stati qui. Ci siamo persi, in realtà. La strada finiva, così…

L’AUBERGISTE

La strada finisce sempre qui. È per questo che vi aspettiamo.

MARA

Ci sono i nostri nomi sulla lavagna. Guarda. « Léo e Mara, camera 2. » Scritti col gesso. Da tempo, si direbbe.

(Ai tavoli, gli abitanti si voltano e sorridono, senza sorpresa.)

LÉO

Come conoscete i nostri nomi?

L’AUBERGISTE

In questo villaggio non si incontra mai nessuno per caso. Tutti quelli che arrivano qui… erano attesi. Da tempo. Alcuni da tantissimo, tantissimo tempo.

MARA

E se ripartissimo, adesso?

L’AUBERGISTE

Potete provarci. In molti hanno provato. Ma la strada che vi ha portati, guardate fuori: non c’è già più.

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L’alibi

  • Thriller
  • Scena a 3
  • 4 min
  • Ruolo femminile
  • Adulto
  • Avanzato

(Un soggiorno. L’ispettore, in piedi. Nora e Vincent, seduti, non si guardano.)

L’INSPECTEUR

Dite entrambi di aver passato la serata qui. Insieme. A guardare un film.

NORA

Esatto. Il film delle 20:50.

VINCENT

Ci siamo addormentati prima della fine. Verso le 22.

L’INSPECTEUR

Quale film?

NORA

Un poliziesco. Con… quell’attore. Quello alto.

VINCENT

Una commedia. Abbiamo riso tanto.

(Un silenzio. Nora chiude gli occhi.)

L’INSPECTEUR

Quindi, un poliziesco in cui si ride tanto. Affascinante. Dovevate mettervi d’accordo in macchina, prima. È lì che si preparano gli alibi. Non nel mio salotto.

VINCENT

…Possiamo chiamare un avvocato?

L’INSPECTEUR

Due. Prendetene due. Da adesso non avete più la stessa storia da difendere.

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Il conto

  • Commedia
  • Scena a 3
  • 1 min
  • Ruolo maschile
  • Giovane adulto
  • Principiante

(Fine del pasto. Il cameriere ha lasciato un solo conto.)

KARL

Allora, dividiamo in tre? Semplice.

INÈS

Solo che io ho preso un’insalata. Tu, Karl, hai preso… il menù.

KARL

Ho assaggiato. Assaggiare non è mangiare.

TOM

Hai «assaggiato» tre dolci, Karl.

KARL

Controllo qualità. In fondo vi rendo un servizio.

INÈS

Quindi vuoi che ti paghiamo per aver mangiato i nostri dolci.

KARL

«Pagare» è una parola grossa. Diciamo: riconoscere.

TOM

Cameriere! Tre conti. E una medaglia per il signore.

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Le sorelle

  • Dramma
  • Scena a 3
  • 2 min
  • Ruolo femminile
  • Giovane adulto
  • Avanzato

(La notte. Tre sorelle, una lampada tra loro.)

MARA

La legge è chiara. Chi lo seppellisce muore con lui.

LIV

La legge degli uomini. Ce n’è un’altra, più antica, che dice che un fratello non marcisce al sole.

SÉLÉNÉ

Vi farete uccidere tutte e due per una manciata di terra.

LIV

Non tutte e due. Io. Tu, Séléné, vivrai per ricordare. È un ruolo anche quello.

MARA

E io? Mi si cancella tra l’eroina e la superstite?

LIV

Tu scegli. È il peggiore dei tre ruoli. Non te lo invidio.

SÉLÉNÉ

Resta. Ti prego. Un fratello morto non chiede niente. I vivi sì.

LIV

Un fratello morto non chiede niente, è vero. Proprio per questo qualcuno deve chiedere al suo posto.

(Liv prende la lampada e si alza.)

MARA

… Allora vengo. Due mani scavano più in fretta di una.

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L’ufficio comunicazione

  • Satira
  • Scena a 3
  • 3 min
  • Senza marca di genere
  • Giovane adulto
  • Intermedio

(Una sala riunioni. Tre persone, una lavagna. In alto: « CRISI ».)

LA DIRECTRICE

Bene. La fabbrica ha scaricato tre tonnellate di vernice nel fiume. La stampa chiama. Cosa diciamo?

PAULO

Non diciamo « scaricato ». « Scaricato » è una parola negativa. Diciamo « condiviso ».

ANH

« L’azienda ha condiviso colore con l’ecosistema. »

LA DIRECTRICE

Mi piace. È caldo, è generoso. Vai avanti.

PAULO

« In un’ottica di trasparenza… » No, non « trasparenza », il fiume non è più trasparente.

ANH

« In un’ottica di autenticità, ci assumiamo la nostra impronta visibile. »

LA DIRECTRICE

« Impronta visibile. » Splendido. Sembra quasi un premio.

PAULO

Potremmo farne un premio. Il « Premio all’Audacia Cromatica ». Ce lo diamo da soli.

LA DIRECTRICE

Vedete? Non c’è nessuna crisi. Ci sono solo campagne che ancora non lo sanno.

(Anh, pianissimo, a Paulo.)

ANH

…E i pesci?

PAULO

I pesci non sono sui nostri canali. Non sono il nostro target.

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