In tre, qualcuno è sempre di troppo, ed è proprio questo il motore: due si capiscono, arriva il terzo, l’equilibrio si rovescia. La difficoltà non è parlare, è esistere mentre si tace.
Ogni scena di questa selezione dà una posta propria a tutti e tre i ruoli, senza comparse di servizio. Ci sono sorelle davanti a una legge che non hanno scritto, un interrogatorio a tre voci, una convivenza che tratta la tabella dei turni.
Sono buoni testi da laboratorio: abbastanza brevi da montarli in una seduta, abbastanza densi da reggere una seconda lettura.
- Satira
- Scena a 3
- 2 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Intermedio
(Kenza tiene un telefono. Una musica d’attesa lontana.)
AGENT
Servizio post-vita, buongiorno. Per un reclamo su un’esistenza, prema 1.
KENZA
Buongiorno. Vorrei parlare con qualcuno. Uno vero. Sono quaranta minuti.
AGENT
Comprendo il suo fastidio. Posso avere il suo numero di destino?
KENZA
Il mio… numero di destino? Non l’ho mai ricevuto.
AGENT
È il problema più comune. Nessuno lo riceve. Le passo un supervisore.
SUPERVISEUR
Supervisore, buongiorno. Vedo la sua pratica. Si lamenta di… di tutto, in effetti.
KENZA
Mi lamento di non sapere mai con chi lamentarmi. È diverso.
SUPERVISEUR
Ah, quello è il piano base. Per la chiarezza, bisognava sottoscrivere alla nascita.
KENZA
Nessuno mi ha proposto un’opzione alla nascita!
(Una pausa.)
SUPERVISEUR
… Prendo nota della sua osservazione. Si unirà alle altre. Attenda ancora una vita, prego.
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- Fantastico
- Scena a 3
- 3 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Intermedio
(Un museo, le 3 del mattino. Due guardiani alla guardiola. Ne arriva un terzo, con un’uniforme d’altri tempi.)
JONAS
Sei in anticipo. Il cambio è alle quattro.
LE VEILLEUR
Io sono sempre puntuale. Sono i vostri orologi a esitare.
MILA
È sul tuo turno, lui?
JONAS
Credevo fosse sul tuo.
LE VEILLEUR
Prendo il piano degli orologi. Come ogni notte.
MILA
Nessuno prende il piano degli orologi. È chiuso dall’incendio.
LE VEILLEUR
Chiuso al pubblico. Gli orologi, qualcuno deve pur caricarli. Li sentite, no?
(Un ticchettio, lontanissimo. Il piano è vuoto da vent’anni.)
JONAS
…A che ora suonavano, prima?
LE VEILLEUR
Alle tre e dodici. L’ora in cui tutto si è fermato, lassù.
(Si tocca il berretto.)
LE VEILLEUR
Buonanotte. Riprendo il mio giro.
(Sale. Sull’orologio della guardiola: le 3:11. Comincia a suonare.)
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- Thriller
- Scena a 3
- 4 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Intermedio
(Un garage chiuso dall’interno. Tre sedie. Una borsa sportiva vuota al centro.)
ANA
Alle due la borsa era piena. Siamo in tre. Nessuno è uscito.
VICTOR
Allora è ancora qui. Le banconote non evaporano.
SAM
O qualcuno ha riempito una seconda borsa mentre dormivamo. Lo dico senza guardare nessuno.
VICTOR
Mi stai guardando.
SAM
Il garage è piccolo.
ANA
Un’altra cosa. La polizia era nel vicolo prima di noi. Prima. Capite cosa significa?
VICTOR
Che qualcuno ha parlato.
SAM
O che qualcuno parla troppo al bar qui di fronte. Vero, Victor? La tua cameriera.
VICTOR
Ripetilo.
ANA
Basta.
(Una pausa.)
ANA
La borsa. Il vicolo. Una sola persona qui non era nelle foto della polizia. Una sola che nessuno ha visto durante la spartizione.
(Gli sguardi scivolano lentamente verso Sam.)
SAM
…Non crederete a quello che sto per dire.
ANA
No. Ma dillo lo stesso. Abbiamo tutta la notte.
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- Commedia
- Scena a 3
- 2 min
- Senza marca di genere
- Giovane adulto
- Principiante
(Una tabella dei turni di pulizia copre tutto il frigo.)
BASILE
Nuovo regolamento. Ho fatto una tabella. Coi colori.
JO
Basile, ci sono più colonne che piatti in questa cucina.
NOUR
Io sono in viola. Perché sono in viola?
BASILE
Il viola è «responsabile dell’armonia generale».
NOUR
Quindi non faccio niente, ma se va male è colpa mia?
JO
Benvenuta nel management, Nour.
BASILE
La tabella è chiarissima. Casella 4B: «Chi ha lasciato che lo yogurt diventasse una civiltà?»
JO
… Mi dichiaro colpevole per la civiltà. Ma era pacifica.
NOUR
Non possiamo lavare i piatti a turno, come esseri umani?
(Una pausa.)
BASILE
… A quello non avevo pensato. Ma non ha un colore.
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- Dramma
- Scena a 3
- 3 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Intermedio
(Il soggiorno della casa di famiglia, scatoloni riempiti a metà.)
PAUL
Avevamo detto: ognuno prende un oggetto a turno. Senza litigare.
ANNA
Ti sei già messo l’orologio di papà in tasca, Paul. Ti ho visto.
PAUL
Ero io che lo portavo dal medico. Tutte le settimane.
CLARA
E io pagavo le medicine. Vogliamo contare tutto, già che ci siamo?
ANNA
Basta. Non è l’orologio il problema. Il problema è che ci restano solo oggetti da dividere, e più nessuno a dirci di stare zitti.
(Silenzio. Clara posa la scatola che teneva.)
CLARA
Prendi l’orologio, Paul. Io voglio solo la sua vecchia radio. Quella che gracchia.
PAUL
… Non funziona nemmeno più.
ANNA
Appunto. Così, almeno, il silenzio di questa casa l’avremo scelto noi.
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- Commedia romantica
- Scena a 3
- 3 min
- Ruolo femminile
- Giovane adulto
- Intermedio
(Un ristorante. Un appuntamento al buio che va, pian piano, di traverso. Nel senso giusto.)
NINA
Allora, Raph, i nostri amici ci hanno presentati perché, cito, « siamo uguali ».
RAPH
Sì. Solo che io odio il cinema, i viaggi, i cani e parlare. E a te piacciono tutte e quattro le cose.
NINA
Siamo l’esatto contrario. I nostri amici ci conoscono malissimo.
LÉO
A me piacciono i cani.
(Una pausa. Nina si gira verso Léo. E non si rigira più davvero.)
NINA
…A te piacciono i cani.
LÉO
E il cinema. E parlare. Adesso, per esempio, sto parlando. Faccio un po’ fatica a fermarmi, all’improvviso.
RAPH
Sapete che vi dico? Credo che l’appuntamento al buio abbia funzionato. Solo… non nel senso previsto.
NINA
Vuoi portare fuori questo cane immaginario? Adesso? È una bella sera. Cioè, fuori c’è un fuori.
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- Satira
- Scena a 3
- 1 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Principiante
(Tre persone aspettano a un attraversamento. Il semaforo non cambia.)
LE MONSIEUR
È rosso da undici minuti. Ho contato.
VÉRA
Forse ci sta mettendo alla prova. Forse aspetta che lo meritiamo.
LA DAME
Io aspetto da così tanto che ho dimenticato dove andavo.
LE MONSIEUR
Attraversiamo. Non c’è una macchina.
VÉRA
E l’esempio, signore? Un bambino potrebbe vederci disobbedire a un semaforo.
LA DAME
Non c’è nessun bambino. Non c’è niente. Ci siamo solo noi e questo rosso.
LE MONSIEUR
… Appunto. Senza testimoni, che senso ha essere coraggiosi?
VÉRA
Allora restiamo. Almeno, insieme, sbaglieremo come si deve.
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- Fantastico
- Scena a 3
- 4 min
- Ruolo femminile
- Giovane adulto
- Intermedio
(Un villaggio al crepuscolo. Due viaggiatori entrano nell’unica locanda. L’oste li aspettava, due coperti già pronti.)
L’AUBERGISTE
Ah, eccovi. Cominciavamo a chiederci se sareste arrivati prima di notte. La vostra camera è pronta. La due, come al solito.
LÉO
« Come al solito »? Non siamo mai stati qui. Ci siamo persi, in realtà. La strada finiva, così…
L’AUBERGISTE
La strada finisce sempre qui. È per questo che vi aspettiamo.
MARA
Ci sono i nostri nomi sulla lavagna. Guarda. « Léo e Mara, camera 2. » Scritti col gesso. Da tempo, si direbbe.
(Ai tavoli, gli abitanti si voltano e sorridono, senza sorpresa.)
LÉO
Come conoscete i nostri nomi?
L’AUBERGISTE
In questo villaggio non si incontra mai nessuno per caso. Tutti quelli che arrivano qui… erano attesi. Da tempo. Alcuni da tantissimo, tantissimo tempo.
MARA
E se ripartissimo, adesso?
L’AUBERGISTE
Potete provarci. In molti hanno provato. Ma la strada che vi ha portati, guardate fuori: non c’è già più.
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- Thriller
- Scena a 3
- 4 min
- Ruolo femminile
- Adulto
- Avanzato
(Un soggiorno. L’ispettore, in piedi. Nora e Vincent, seduti, non si guardano.)
L’INSPECTEUR
Dite entrambi di aver passato la serata qui. Insieme. A guardare un film.
NORA
Esatto. Il film delle 20:50.
VINCENT
Ci siamo addormentati prima della fine. Verso le 22.
L’INSPECTEUR
Quale film?
NORA
Un poliziesco. Con… quell’attore. Quello alto.
VINCENT
Una commedia. Abbiamo riso tanto.
(Un silenzio. Nora chiude gli occhi.)
L’INSPECTEUR
Quindi, un poliziesco in cui si ride tanto. Affascinante. Dovevate mettervi d’accordo in macchina, prima. È lì che si preparano gli alibi. Non nel mio salotto.
VINCENT
…Possiamo chiamare un avvocato?
L’INSPECTEUR
Due. Prendetene due. Da adesso non avete più la stessa storia da difendere.
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- Commedia
- Scena a 3
- 1 min
- Ruolo maschile
- Giovane adulto
- Principiante
(Fine del pasto. Il cameriere ha lasciato un solo conto.)
KARL
Allora, dividiamo in tre? Semplice.
INÈS
Solo che io ho preso un’insalata. Tu, Karl, hai preso… il menù.
KARL
Ho assaggiato. Assaggiare non è mangiare.
TOM
Hai «assaggiato» tre dolci, Karl.
KARL
Controllo qualità. In fondo vi rendo un servizio.
INÈS
Quindi vuoi che ti paghiamo per aver mangiato i nostri dolci.
KARL
«Pagare» è una parola grossa. Diciamo: riconoscere.
TOM
Cameriere! Tre conti. E una medaglia per il signore.
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- Dramma
- Scena a 3
- 2 min
- Ruolo femminile
- Giovane adulto
- Avanzato
(La notte. Tre sorelle, una lampada tra loro.)
MARA
La legge è chiara. Chi lo seppellisce muore con lui.
LIV
La legge degli uomini. Ce n’è un’altra, più antica, che dice che un fratello non marcisce al sole.
SÉLÉNÉ
Vi farete uccidere tutte e due per una manciata di terra.
LIV
Non tutte e due. Io. Tu, Séléné, vivrai per ricordare. È un ruolo anche quello.
MARA
E io? Mi si cancella tra l’eroina e la superstite?
LIV
Tu scegli. È il peggiore dei tre ruoli. Non te lo invidio.
SÉLÉNÉ
Resta. Ti prego. Un fratello morto non chiede niente. I vivi sì.
LIV
Un fratello morto non chiede niente, è vero. Proprio per questo qualcuno deve chiedere al suo posto.
(Liv prende la lampada e si alza.)
MARA
… Allora vengo. Due mani scavano più in fretta di una.
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- Satira
- Scena a 3
- 3 min
- Senza marca di genere
- Giovane adulto
- Intermedio
(Una sala riunioni. Tre persone, una lavagna. In alto: « CRISI ».)
LA DIRECTRICE
Bene. La fabbrica ha scaricato tre tonnellate di vernice nel fiume. La stampa chiama. Cosa diciamo?
PAULO
Non diciamo « scaricato ». « Scaricato » è una parola negativa. Diciamo « condiviso ».
ANH
« L’azienda ha condiviso colore con l’ecosistema. »
LA DIRECTRICE
Mi piace. È caldo, è generoso. Vai avanti.
PAULO
« In un’ottica di trasparenza… » No, non « trasparenza », il fiume non è più trasparente.
ANH
« In un’ottica di autenticità, ci assumiamo la nostra impronta visibile. »
LA DIRECTRICE
« Impronta visibile. » Splendido. Sembra quasi un premio.
PAULO
Potremmo farne un premio. Il « Premio all’Audacia Cromatica ». Ce lo diamo da soli.
LA DIRECTRICE
Vedete? Non c’è nessuna crisi. Ci sono solo campagne che ancora non lo sanno.
(Anh, pianissimo, a Paulo.)
ANH
…E i pesci?
PAULO
I pesci non sono sui nostri canali. Non sono il nostro target.
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