Il trono
- Classico
- Monologo
- 3 min
- Ruolo maschile
- Adulto
- Avanzato
Distribuzione
7 battute- MOI Ruolo maschile, Adulto il tuo ruolo
Testo integrale
MOI
Mi si offre una corona, e ognuno mi contempla, spiando sul mio volto un lampo di desiderio. Vedranno un re calmo; prenderanno a esempio questo marmo dove nessuno legge ciò che mi tocca soffrire.
Perché questo cerchio d’oro non è ciò che si suppone: un ornamento della fronte, un giocattolo della gloria. È un peso, è un giogo, è la cosa più pesante che porti un uomo solo fra il popolo e la Storia.
Regnare è non essere più. È doversi senza tregua. È mangiare sotto cento occhi, dormire sotto cento sospetti; è non avere più amici, ma adulatori senza numero, e contare i propri veri lutti dal silenzio delle file.
Ho pesato tutto questo. A lungo. Nelle ombre. E cento volte ho quasi respinto questo fardello, per fuggire verso una vita più dolce e più oscura, dove si risponde solo del proprio riposo.
Ma chi prenderebbe il mio posto? Un vile, un uomo avido, di quelli che fanno dei troni uno strumento di furto? No. Se un mortale deve portare questa croce livida, che sia uno che sappia almeno quanto costa.
Allora tendo le mani. Posatevi la corona. Non come si prende un bene, ma come si prendono le armi. Non ho detto «la voglio»; ho detto «la perdono alla sorte che a ciò mi costringe». E cammino, senza lacrime.
Che si sappia per sempre: non salgo su questo trono né per l’oro né per l’ombra che getta sui grandi, ma per ciò che esige. E il giorno in cui il mio regno stonerà al mio popolo, che mi si giudichi non sulla porpora, ma su ciò che rendo.
Cosa puoi farne
Testo originale scritto per Acto. Leggilo, stampalo, lavoralo a lezione, recitalo a un provino o in un self-tape: serve a questo, e non devi chiedere niente. Per una rappresentazione pubblica o un uso commerciale, scrivici a contact@acto.re.
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